Stefano Mannelli

Selezionatore della Rappresentativa Regionale U17

Dopo 3 anni di stop causa COVID siamo ripartiti con la Rappresentativa Under 17; ad oggi è difficile fare una valutazione ma sicuramente il COVID ha interrotto un percorso in una età particolarmente delicata e alcuni ragazzi potrebbero averne risentito sia tecnicamente che mentalmente.

A questa età si cerca di dare una collocazione tattica stabile ai ragazzi, ma oggi l’interpretazione dei ruoli favorisce l’ interscambiabilità. Questa cosa ad esempio in un torneo come quello che andremo ad affrontare con la Rappresentativa nel quale giocheremo tutti i giorni è un fattore molto importante che influirà anche sulla scelta dei singoli ragazzi.

Il calcio odierno è sicuramente più spettacolare. Sia la collocazione tattica “a zona “, ma soprattutto l’ atteggiamento maggiormente indirizzato verso un calcio sempre più offensivo, ha fatto sì che gli 0/0 siano ormai risultati rari. Fino ad una decina di anni fa, l’Italia era famosa soprattutto per la qualità dei propri difensori, oggi non è più così, ma è più il frutto di un cambiamento di mentalità che di un peggioramento delle qualità dei nostri giocatori.

Oggi sembra che le qualità fisiche prevalgano su quelle tecniche. Gli ” osservatori ” delle varie Società professioniste tengono molto in considerazione questo aspetto. Ci sono dei ruoli, ad esempio quello dei difensori centrali, dove non vengono presi in considerazione ragazzi che non abbiano una prospettiva di crescita che non li porti a 185/190 cm di altezza. Personalmente almeno a questa età, prediligo ancora elementi tecnici in grado di far ripartire l’azione, ma è chiaro che in certi ruoli la crescita fisica influirà molto sulle prospettive dei ragazzi.

I mondiali in Qatar hanno mostrato un calcio con disposizioni tattiche in continua evoluzione e soprattutto che variano più volte anche all’interno della singola partita. Altro aspettiamo è quello legato all’impiego di calciatori sempre più giovani (18/19 anni), nelle rispettive Nazionali; è chiaro che questo impiego è legato al fatto che questi ragazzi giochino con continuità nelle rispettive squadre di club. Questo in Italia non succede e si preferisce fare passare i ragazzi attraverso percorsi che prevedano una prima transizione in club di serie minori.

I Motivi per cui i giovani di talento hanno difficoltà ad emergere in Italia sono sia normativi ( e l’abolizione del vincolo probabilmente li accentuerà ), che di strutturazione dei campionati. Si dà inoltre troppo spazio all’impiego di ragazzi provenienti da altre Nazioni, ma spesso di bassa qualità.

L’Under 17 è l’ultima categoria di settore giovanile e può rappresentare per i più bravi un trampolino verso il calcio degli adulti; è anche contemporaneamente l’età delle scelte e conseguentemente anche delle rinunce, perché gli impegni in qualunque direzioni vadano, sia sportiva, sia scolastica,sia anche affettiva, si intensificano.

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