Roberto Chiti

Selezionatore Rappresentativa Nazionale U15

Nel corso di questi anni grazie al punto di osservazione privilegiato ho potuto notare che un po’ la qualità dei ragazzi è aumentata anche se ci sono ancora molti aspetti da curare meglio, per esempio si cerca sempre più di puntare all’ottenimento del risultato trascurando la tecnica. A mio avviso le società dovrebbero impegnarsi di più nel migliorare sia l’aspetto comportamentale che tecnico di ogni singolo ragazzo. Nonostante ciò ribadisco che i progressi. seppur piccoli, ci sono stati.

Per redigere le mie convocazioni attingo solo a calciatori appartenenti a squadre dilettantistiche quindi non posso fare un confronto accurato però durante i raduni o i tornei nei quali ho affrontato squadre professionistiche non ho mai notato differenze abissali nonostante i professionisti, facendo di norma 2 allenamenti in più dei dilettanti, risultino più preparati fisicamente. Per fortuna ce la siamo giocata sempre alla pari.

Indubbiamente la possibilità per i club italiani di avere nella propria rosa giocatori stranieri alcune volte porta alla non valorizzazione dei nostri ragazzi, quest’ultima potrebbe essere ovviata magari fissando un numero massimo anche di giocatori comunitari

In Toscana sono diversi anni che esiste questa problematica e personalmente non ritengo bello vedere risultati finali tipo 10-0/20-0 poiché deprimente per gli sconfitti e non motivante per i vincitori quindi una riforma potrebbe essere la soluzione migliore. Potrebbe essere creato anche per i giovanissimi B e categorie inferiori un girone Elite, come già esiste per i giovanissimi A, anche se comprendo benissimo che non sia una cosa semplice da attuare sia a livello organizzativo che economico.

Sì, come detto precedentemente, la parte tattica la fa da padrone ma a mio avviso bisognerebbe già fin dalle categorie inferiori ai giovanissimi A lavorare sul singolo calciatore, lasciarlo più libero di esprimersi senza “imbrigliarlo” in tattiche di gioco che sicuramente avrà modo di comprendere e attuare meglio quando sarà più grande.

Non credo che ci sia un’età giusta per determinare un ruolo ben preciso, sta agli allenatori provare a capire dove si trova meglio il ragazzo osservandolo sul terreno di gioco. Per quanto mi riguarda il ruolo si determina nell’arco della carriera in base alle attitudini del singolo ma anche in relazione al contesto squadra in cui gioca!

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