Intervista a mister Pietro Cristiani in vista del big match tau-signa

Big Match in vista per il Tau Calcio che domenica affronterà il Signa, terzo in classifica a 8 lunghezze di distanza dalla squadra Amaranto. A pochi giorni della partita abbiamo intervistato mister Pietro Cristiani. 

Il Signa viene da tre vittorie, due pareggi e due sconfitte, una delle quali contro il San Marco. Il pareggio di domenica acquista quindi un valore maggiore?

“Il pareggio contro il San Marco è stato un risultato importante a prescindere dal risultato che loro hanno fatto contro il Signa. Non dimentichiamoci che nelle ultime 5 partite solo loro erano riusciti a tenere il nostro ritmo conquistando 13 punti sui 15 a disposizione. Il San Marco è una squadra costruita con giocatori importanti e dopo un girone d’andata in cui ha avuto qualche problema ora sta dimostrando il suo valore”. 

Mancano quattro partite alla fine con 12 punti a disposizione. Una vittoria domenica garantirebbe al Tau l’accesso matematico ai Play-Off. Che partita ti aspetti?

“Nella nostra testa c’è la voglia di fare i 7 punti necessari a mantenere il primato. Chiaramente una vittoria contro il Signa ci farebbe fare un bel salto in avanti sia per arrivare primi, sia per garantirci un posto nei play off, che è comunque un risultato straordinario, visto il livello del campionato”. 

Dopo il Signa il Tau dovrà affrontare Massese, Montecatini e Castelnuovo, partite che sulla carta sono più abbordabili. Che ne pensi?

“Penso che questo sia un campionato molto equilibrato e abbiamo visto tutti perdere punti con tutti, quindi non dobbiamo sottovalutare nessuno. Prepareremo quelle partite con la solita attenzione, anche perchè il nostro percorso fino ad oggi ci ha dimostrato che giochiamo molto meglio i match di alta classifica rispetto a quelli che sulla carta dovrebbero essere più semplici. Massese, Montecatini e Castelnuovo ci hanno fatto soffrire all’andata e ora che la posta in palio è diventata più alta le partite saranno ancora più difficili”. 

In questi mesi, nelle interviste fatte ai giocatori, l’unico comune denominatore è stato l’importanza del gruppo. Ogni ragazzo ha affermato di non essersi mai trovato in una squadra così compatta, questo anche grazie al lavoro di staff e società. Secondo te è questo che sta facendo la differenza?

“Assolutamente sì. Ho avuto la fortuna, in questi tre anni, di allenare squadre molto forti tecnicamente, ma devo dire che questo gruppo è di un’altra categoria. Hanno la maturità di capire quando è il momento di scherzare e quando è il momento di spingere. Vedo che arrivano prima agli allenamenti per il piacere di stare insieme e questo è fondamentale, e lo dimostra il fatto che quando ho fatto giocare ragazzi che avevano trovato meno spazio, gli altri gli davano la palla con fiducia come se avessero sempre giocato titolari. Questo fa la differenza e va dato merito alla società di aver trovato giocatori bravi e che potessero coesistere bene tra di loro. Anche gli innesti di Granito e Carani sono stati azzeccati, perchè sono stati presi calciatori forti ma con un lato umano che ha agevolato il loro inserimento nella rosa senza alterare gli equilibri di squadra”. 

Quanto è importante aver ritrovato i gol di Mengali?

“E’ stato molto importante per noi, perchè i suoi gol ci hanno permesso di portare a casa una vittoria e un pareggio, ma sono stati molto importanti anche per lui che ha sempre lavorato al massimo e ora sta raccogliendo i frutti di un lavoro continuo che ha fatto in questi mesi. Federico ha dato una mano alla squadra anche quando non segnava, perchè ha collezionato tanti assist e ha sempre fatto prestazioni che hanno permesso a tutti di giocare meglio. E’ chiaro che la serenità dell’attaccante sta nel gol e siamo contenti che lo abbia ritrovato perchè se lo merita per come si è sempre allenato e per il professionista che ha dimostrato di essere”. 

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