Intervista a Gabriel Pucci dopo la conquista del titolo regionale

Grande soddisfazione, avete concluso nel modo migliore un percorso difficile anche nel girone eliminatorio, Pro Livorno, Forte dei Marmi e anche Atletico Lucca si sono dimostrati fino in fondo avversari temibili. Abbiamo seguito spesso la squadra e credo di possa dire sia maturata molto sotto il profilo tattico e dell’ attenzione. In altre parole si vede la mano dell’ allenatore. Sei d accordo con questa analisi ?

La squadra nel tempo è cresciuta, ma più che prendermi merito io voglio darlo a loro, sono ragazzi che per un anno non hanno giocato. Normale ci volesse tempo per acquisire solidità e consapevolezza nei propri mezzi.

Prima della pandemia questa squadra aveva perso la finale x il titolo italiano, che dici ci riproviamo?

Prima della pandemia la squadra ha perso l’opportunità di festeggiare sul campo il titolo regionale e quella di partecipare alla fase nazionale. Adesso il gruppo avrà due giorni liberi e poi cominceremo a preparare la seconda fase. Sono molto contento che si siano ripresi sul campo quanto lasciato in sospeso due anni fa. 

Ogni tanto parliamo di quanto incide l allenatore nel rendimento di una squadra e nella maturazione di un ragazzo.  Non credo sia possibile dare delle percentuali, ma a mio avviso soprattutto in una età di evoluzione come quella dei tuoi ragazzi incide in modo notevole. Sei d ‘accordo?

Credo che l’allenatore debba saper creare empatia con i propri ragazzi, poi successivamente possiamo far loro richieste o osservazioni. Se riusciamo a comprendere appieno cosa c’è dentro i propri giocatori e a creare un filo conduttore tra le caratteristiche del gioco e le loro capacità di apprendimento allora la strada si fa senza dubbio più semplice. Poi è fondamentale saper osservare i loro comportamenti e trovare le proposte di allenamento adeguate per migliorare il singolo,ma anche il collettivo.

Da quanti anni sei al Tau, praticamente sei cresciuto con la società, quali sono i motivi di questa crescita e vle persone a cui in questi anni ti sei particolarmente legato?

Sono al Tau da 15 anni, la mia crescita è dovuta al fatto che lavorando con persone preparate si può solo che migliorare. Poi di fondamentale importanza è il cercare di tenersi aggiornati, di avere sempre la curiosità di conoscere e sperimentare cose nuove. Saper osservare gli altri, perché da tutti si può prendere e trovare motivi per migliorarsi. Naturalmente ci sono figure alla quale sono molto legato, a partire dal Presidente Antonello Semplicioni, a Marco Grazzini figura con la quale ho iniziato il mio percorso al Tau, a Roberto Romoli e Federico Secchiaroli che lavorano insieme a me sul campo, insieme a Stefano Gaddini preparatore dei portieri.  Poi ci sono i miei 2 accompagnatori Binaghi Roberto e Gennarini Graziano, oltre ad essere impeccabili mi trattano quasi come un figlio. Ci sarebbe poi la squadra invisibile, cioè chi la domenica non è sul campo, ma permette che tutta l’organizzazione sia perfetta tra cui non posso non citare Maurizio Matteoni, Ricci Alessandro, Stefano Piro, Nadia, Zio Michele…mi fermo qui, ma le persone sarebbero davvero tante e mi scuso con chi non ho nominato.

Quale è la categoria in cui secondo te puoi esprimerti meglio ? Allenatore e istruttore sono due ruoli diversi, in quale dei due ti riconosci di più?

 Nel mio percorso ho fatto praticamente tutte le categorie. Adesso sono più orientato alle categorie dei più grandi, poi magari altre persone possono ritenere che sia più adatto a fare altro. 

Che parte hanno avuto le persone che hanno lavorato con te in questo successo, penso che la coesione dello staff sia stata determinante.

Enorme, non a caso lavoro con il solito staff da anni. Hanno grande competenza, sanno come gestire i momenti e sono sempre pronti a darmi consigli. Mi facilitano davvero tanto le cose, a loro devo molto. 

Per finire non una domanda ma un in bocca al lupo. Il bello viene adesso. La Società crede che questa squadra possa arrivare a un risultato importante, voi come gruppo ci credete?

La fase successiva al campionato, come questa fase finale stessa ti puniscono al minimo errore, per cui oltre alla nostra bravura e determinazione ci vorrà anche la fortuna necessaria. Il gruppo ha acquisito maturità e sicuramente con grande dedizione e serietà farà come sempre il massimo per raggiungere l’obiettivo. Siamo consapevoli che affronteremo realtà importanti, noi ci giocheremo al massimo le nostre carte attraverso anche l’aiuto dei ragazzi 2006. Tanti di loro a turno hanno dato un contributo importante per consentirci di raggiungere la vittoria del campionato. Di questo ringrazio il Mister Francesco D’Addario che si è sentito e ha fatto sentire ai propri ragazzi un forte senso di appartenenza al nostro gruppo allievi.

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