Elezione del nuovo presidente della “LND”, il commento di Antonello Semplicioni

Sabato 5 marzo, presso il Pala Wanny a Firenze, il Tau Calcio ha preso parte all’assemblea straordinaria elettiva del Comitato Regionale Toscana Figc-Lnd per dare l’indicazione sul candidato per la massima carica nazionale, in sostituzione del dimissionario Cosimo Sibilia e di altri incarichi nazionali.

All’ordine del giorno c’erano le comunicazioni del presidente Comitato Toscana Paolo Mangini sulle tematiche attuali del calcio giovanile e dilettanti e la designazione del candidato alla carica di Presidente della Lega Nazionale Dilettanti con proposta per Giancarlo Abete che è stato poi votato all’unanimità.

Il presidente del Tau Calcio, Antonello Semplicioni, ha parlato in merito all’assemblea e agli interventi necessari nel calcio dilettantistico. 

Quali sono i punti più urgenti toccati durante l’assemblea?

“La società Tau Calcio si allinea ai punti toccati da Mangini, ovvero di favorire il miglior funzionamento del rapporto tra le società e gli enti locali e nazionali, l’abolizione della liberatoria sul premio di preparazione, in modo da salvaguardare e premiare il lavoro che fanno le società sui ragazzi che poi vanno in società più prestigiose, ma anche la reintroduzione del premio di solidarietà al 3% e lo stanziamento di fondi per ristrutturare gli impianti sportivi affinché siano energicamente sostenibili”

Qual è lo stato di salute del calcio e dello sport in italia secondo lei?

“Le società di calcio in Italia, in tutte le categorie, hanno grandi difficoltà a sostenere le spese che ci sono e non vengono sostenute in nessun modo dalle istituzioni e dal tessuto sociale che ha ben altri problemi. Per questo molti presidenti investono di tasca loro su impianti che non sono di proprietà senza avere la certezza di un rinnovo della gestione. Lo sport è una risorsa fondamentale ed è necessario fare degli investimenti affinché prosperi. Questo purtroppo non sta avvenendo e dopo la batosta che abbiamo subìto con il Covid e l’incertezza che aleggia intorno alle conseguenze della guerra in Ucraina non lasciano presagire tempi migliori”.

La soluzione potrebbe essere avere impianti di proprietà come in Serie A?

“Non credo e comunque attualmente è impensabile. La soluzione migliore è favorire un miglior rapporto con gli enti pubblici, snellendo la burocrazia e incentivando gli investimenti da ambo le parti, mentre adesso chi ha in gestione un impianto sportivo ha tantissimi doveri e pochi diritti. Dobbiamo far si che tutti gli impianti vengano messi a norma in modo che gli venga rilasciata l’agibilità dalla “commissione pubblico spettacolo”. In questo modo l’impianto rispetterà i parametri di sicurezza imposti dal Coni e dell’ASL e non si dovranno più chiedere proroghe per giocare contro squadre professionistiche. In questo modo ci saranno piani di sicurezza approvati anche dai vigili del fuoco che daranno la possibilità agli enti proprietari o alle squadre che hanno in gestione gli impianti, di organizzare eventi all’interno delle strutture senza dover affrontare iter burocratici infiniti”. 

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